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lunedì 17 maggio 2010

Caldaia a condensazione a Bergamo, ammortamento e recupero spesa

Una caldaia a condensazione è un investimento notevole, ma in circa otto anni il costo è ampiamente recuperato

Una delle strade da percorrere per ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili, inquinanti e sempre più costose, oltre ad isolare meglio le nostre case, e a sfruttare fonti di energia rinnovabili è sicuramente quella di aumentare l’efficienza dei nostri impianti di riscaldamento. Esistono già da anni sul mercato tecnologie sicure ed affidabili come le caldaie a condensazione che permettono di ridurre il consumo di combustibile ottenendo lo stesso livello di comfort.

L’investimento iniziale è considerevole: per una singola abitazione si parla di circa 4.000 € installazione compresa, con un extracosto, rispetto ad un modello tradizionale di almeno 1.000 €, mentre nel caso di una caldaia condominiale il costo si aggira attorno ai 16.000 € (extra-costo 4.000€). Costi non trascurabili ma che vanno valutati per l’intero ciclo di vita della caldaia, che è solitamente di almeno 15 anni.

 Il costo di acquisto infatti va sommato alle spese di combustibile, e il risparmio in questo caso è davvero alto considerando che queste caldaie raggiungono quasi il 110% di rendimento. Non bisogna meravigliarsi del fatto che per queste caldaie si parli di rendimenti superiori al 100%, infatti tali rendimenti sono riferiti al potere calorifico inferiore del combustibile, che non tiene conto del calore latente di condensazione che nelle normali caldaie viene disperso assieme al vapore acqueo nei fumi. La tecnologia a condensazione permette invece di recuperare anche questo calore, attraverso un apposito scambiatore.

Per rendersi conto di quanto sia il calore recuperato da queste caldaie basti considerare che la temperatura di uscita dei fumi si aggira attorno ai 50°C, mentre nelle vecchie caldaie è superiore ai 130°C. Ovviamente più la caldaia è vecchia più sarà alto il risparmio ottenibile sostituendola con una a condensazione, magari accoppiata con un bruciatore a premiscelazione, che consente una combustione pressoché perfetta, raggiungendo una diminuzione di consumi del 30%.
Bisogna inoltre ricordare gli sgravi fiscali per questo tipo di sostituzione presenti nella proposta di finanziaria 2007: il 55% delle spese documentate detraibile in sole tre quote annuali di pari importo.

Prendendo come esempio un’abitazione tipo con un consumo annuo di 1600 mc di metano, con una spesa pari a circa 1100€, e considerando una riduzione dei consumi del 20%, si può calcolare che l’investimento sia recuperato nell’arco di 8 anni .

Anche in presenza di radiatori una caldaia a condensazione fa risparmiare.

Molto utile e necessario installare una termoregolazione con sonda esterna, che permette ulteriori risparmi anche di 10 punti, medi stagionali.


martedì 2 febbraio 2010

le stufe a pellets

Le stufe a pellet sono progettate con tecnologia avanzata per il riscaldamento ecologico ed il risparmio energetico. La stufa a pellet può essere installata senza difficoltà in case o appartamenti di città con l'utilizzo di una canna fumaria di ridotte dimensioni.
I rivestimenti delle stufe a pellet, in acciaio, ceramica e pietra ollare, garantiscono una grande presenza estetica e una adattabilità sia in ambienti tradizionali che moderni.
La lunga autonomia di riscaldamento e la programmabilità settimanale automatizzata sono dettagli che rendono le stufe a pellets uniche e grandi.
Riscaldare con le stufe a pellet è una grande comodità poiché consentono una autonomia di combustione anche per parecchi giorni.
Questa autonomia è monitorata elettronicamente da un pannello sinottico di ultima generazione che regola il regime di funzionamento, diversificandolo tra le varie fascie orarie della giornata e nei diversi giorni della settimana, a seconda delle esigenze e delle necessità.
E’ questa una soluzione che garantisce una gestione del riscaldamento davvero all’insegna della praticità e del comfort, per arrivare a casa e trovare subito benessere e un’ambiente accogliente.
Il pellet è prodotto con segatura, pressata da apposite macchine in cilindretti che possono avere diverse lunghezze 1,5-2 cm e 6 mm di diametro. La compattezza da a questa tipologia di combustibile caratteristiche di alto potere calorifico.
Il pellet si distingue per la bassa umidità e per la sua elevata densità nonché per la regolarità del materiale. Il presupposto per la produzione è l'impiego di legname vergine, non trattato cioè con corrosivi, colle o vernici, quindi un prodotto ecologico.
La sua densità energetica corrisponde al doppio di quella della legna grazie proprio alla pressatura il che permette di ottenere un materiale capace di alimentare stufe e riscaldamenti centralizzati di qualsiasi potenza calorica a costi bassissimi.

venerdì 22 gennaio 2010

Caldaia a temperatura scorrevole

Le caldaie a temperatura scorrevole , sono caratterizzate da una temperatura variabile del bruciatore, proporzionale alla temperatura di mandata, che è in funzione del carico dell'impianto e del carico climatico.
In tal modo le perdite passive si riducono proporzionalmente alla temperatura di mandata e aumentano l'efficienza e il rendimento stagionale; da una parte c'è la varianzione di temperatura all'interno della caldaia in modo da produrre il calore richiesto e non in eccesso, dall'altra parte si lavora con basse temperature di esercizio, e ciò porta alla diminuzione delle perdite termiche verso l'ambiente all'involucro esterno a dal camino a bruciatore spento. Un gruppo termico a temperatura scorrevole può funzionare con temperature di mandata fino a 30°C, dispone di un bruciatore multistadio con regolazione automatica e continua dell'aria e combustibile. La temperatura di mandata è asservita al misuratore della temperatura esterna, che tramite una logica, controlla il funzionamento del bruciatore. I gruppi termici a temperatura scorrevole, devono adottare opportune soluzioni impiantistiche per mantenere contemporaneamente l'acqua a bassa temperatura e i fumi a temperatura superiore di quella di rugiada.

giovedì 7 gennaio 2010

Gruppi termici a condensazione

Le caldaie a condensazione presentano due vantaggi rispetto a quelle tradizionali: hanno un migliore rendimento rispetto a quelle tradizionali e minor inquinamento.
Il migliore rendimento deriva da due fattori:
Recupero del calore latente dei fumi in misura del 90-99% e riduzione del calore sensibile dei fumi disperso nell'atmosfera.
Si presentano solo due svantaggi: richiedono uno smaltimento delle condense e hanno un maggior costo (ma globalmente consentono maggiori risparmi).
Durante la combustione del gas naturale si forma dell'acqua; che si presenta sotto forma di vapore.
In una caldaia tradizionale, tale vapore fa parte dei fumi e pertanto è evacuato in atmosfera.
Viene quindi a perdersi il contenuto termico del gas che abbiamo consumato per la formazione, di questo vapore, che prende la definizione di vapore latente di vaporizzazione.
Nei dettagli, ogni mc di gas bruciato, si formano 1,6 Kg di vapore, spendendo 860 Kcal.
In una caldaia a condensazione si provvede a raffreddare i fumi prima che siano evacuati, sotto la temperatura di rugiada; cioè quella temperatura alla quale il vapore inizia a condensare; per ilo metano 54°C.
Si comprende a questo punto che più bassa la temperatura dell'acqua dell'impianto, più bassa sarà la temperatura, maggiore sarà il condensato, per cui il rendimento.
Il valore minimo dell'acqua di impianto è di 30°C; e affinché il fumo ceda calore, è necessario che sia di almeno 5-10°C più alta la temperatura.
Per cui la minima temperatura dei fumi deve essere di 40°C, con un recupero di calore latente del 99%.
Il raffreddamento dei fumi consente anche di recuperare il loro contenuto termico che di definisce "calore sensibile".
Si capisce che smaltire i fumi a 40°C invece che a 150°C significa recuperare moltissimo questo calore sensibile.
Una caldaia tradizionale ha un rendimento del 80-85% mentre una tradizionale ma ad alto rendimento può arrivare al 92%.
Questo significa che il 92% del gas viene utilizzato per scaldare l'acqua dell'impianto mentre il restante 8% viene perso. Un 2% viene perso per dispersione al mantello per irraggiamento e un 8% viene perduto nei fumi.
In realtà viene persa anche un'altra piccola parte per la non completa combustione del gas.
Tutti i costruttori danno rendimenti superiori al 100% come possibile?
Per capire il rendimento dichiarato dalle case costruttrici dobbiamo capire un altro concetto.
Il potere calorifico superiore e il potere calorifico inferiore.
Il potere calorifico superiore, è tutto quello che il gas può dare, compreso il calore latente di vaporizzazione, mentre nel potere calorifico inferiore, questo dato viene decurtato del calore termico del vapore.
Nel metano è: p.c.i. 8500 Kcal/mc p.c.s. 9360 kcal/mc
I costruttori prendono per il rendimento di riferimento il p.c.i.; con rendimenti del 106-109%
Se si prendesse il p.c.s. il rendimento sarebbe del 96-98% comunque molto superiore ad una caldaia tradizionale.
Anche le perdite al mantello per irraggiamento, nelle caldaie a condensazione sono inferiori, perché operando a basse temperatura, minori saranno le dispersioni.

mercoledì 6 gennaio 2010

Evoluzione delle macchine termiche

Rispetto all'ultimo decennio, nel comparto delle macchine termiche, non ci sono state novità di carattere sostanziale, ma abbiamo comunque assistito ad una evoluzione del settore.
Ma per macchine termiche per il riscaldamento degli edifici, non si parla solo ed esclusivamente di caldaie ma di altre macchine di cui anche le caldaie fanno parte.
Gli aspetti principali sono state la diffusione sempre maggiore delle pompe di calore, un miglioramento delle rese termiche, al fine di ridurre i costi di gestione e le emissioni atmosferiche, con gruppi termici a condensazione, a temperatura scorrevole e la comparsa infine di microturbine a gas per la cogenerazione.
Parleremo a seguito, di una rapida selezione delle principali macchine termiche

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